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Sententia ex falsis testationibus lata в римском средневековом праве

Древнее право. 2013. Т. 27. С. 65-71.

Nella letteratura storico-giuridica dedicata al problema della sentenza giudiziaria pronunciata sulla base delle prove false (e, in senso piu ampio, alla problematica del processo civile romano) esiste l’opinione che tale sentenza deve essere pronunciata falsa ipso iure. Quest’opinione se basa sulla serie degli frammenti del Digesto e del Codice Giustiniano (frammento D.42.1.33, e il titolo С.7.58 completamente). Nel questo articolo il autore prova che la posizione citata se basa piuttosto sulla dottrina cinquecentesca (più concreto sul testo di Cuiacio) che sugli argomenti romani.

Nel sua Recitatio al Codice Cuiacio parla che nel frammenti menzionati se tratta della nullità della sentenza ipso iure e critica l’opinione della glossa secondo la quale tale sentenza dev’essere restituita in integro. Nel articolo se analizzano i quattro frammenti citati del Codice e del Digesto e se mostra che il legislatore romano parlava giustamente della restituzione della sentenza, i.e., affermava non la nullità della ma la sua Anfechtbarkeit. Esaminando la tradizione medievale se puo vedere che soltanto il Placentino affirmava la nullità ipso iure della sentenza basata sulle prove false, mentre tutti i altri, incluso Azo, Accursio, Bartolo e Baldo se attenevano alla posizione della Anfechtbarkeit della sentenza menzionata.

Tuttavia per fare le conclusioni piu fondate ha bisogna di analizzare i altri fonti degli adepti di mos gallicus, tali, come Zasio, Donnello etc.