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Recensione: Solomon VOLKOV, Bol’šoj Teatr: Kul’tura i politika. Novaja istorija [Il Grande Teatro: Cultura e politica. Una storia nuova], Moskva, AST, 2018, 540 pp.,
Review of Solomon Volkov's 2018 monograph on the Bolshoi Theatre:
Il libro di Solomon Volkov, pubblicato dalla casa editrice AST, è dedicato alla storia del Grande Teatro di Mosca, soprattutto nell’ottica delle sue relazioni col potere o, come affermato dall’autore, «la storia delle interazioni dello Zar col Teatro». Nonostante la politica musicale e teatrale del regime sovietico abbia ricevuto una certa attenzione da parte della disciplina storica e musicologica, sono rari gli studi dedicati ad un solo teatro, e soprattutto al primo teatro del paese – Il Bol’šoj. Volkov, musicologo e pubblicista sovietico naturalizzato americano noto anche per la sua biografia su Šostakovič, propone qui il risultato di un vasto progetto, sostenuto dalla direzione del Bol’šoj, elaborato tra 2014 e 2018. Il libro copre per la prima volta un arco temporale di pressoché due secoli, a cominciare dalla riapertura nel 1825 del Bol’šoj – fondato nel 1776 – come il teatro lirico più importante di Mosca e fino agli anni 20104 . In questa prospettiva di moyenne durée, Volkov attinge non solo alle sue conoscenze enciclopediche nella musica e nel teatro musicale, ma utilizza anche un gran numero di fonti personali, in primo luogo memorie pubblicate, per dipingere un ampio quadro di un’istituzione culturale e di un brand che, nonostante la sua dipendenza dagli alti livelli del potere, è sopravvissuto a tutti i regimi, da Nicola I a Vladimir Putin.