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I piemontesi nelle colonie genovesi sul Mar Nero: popolazione del Piemonte a Caffa secondo i dati delle Massariae Caffae ad annum del 1423 e del 1461.

Studi Piemontesi. 2017. No. 2. P. 623-628.

Dopo la svolta verificatasi nell’economia europea durante l’Alto Medioevo, le repubbliche di Genova e Venezia divennero i centri di collegamento tra l’Europa Occidentale e il Levante, stabilendo relazioni commerciali a lunga distanza. Ai fini di consolidare questo commercio, le due repubbliche istituirono delle colonie nel Mediterraneo orientale e nella regione del Mar Nero: tra queste vi fu Caffa (oggi Feodosia) in Crimea, che si formò tra il 1260 e il 1270 divenendo centro del commercio genovese in questa regione. Attraverso i documenti dell’Archivio di Stato di Genova, e soprattutto i libri dei conti lasciati dalla tesoreria di Caffa (Massariae Caffae), siamo in grado di ricostruire la struttura della migrazione italiana nella regione del Mar Nero, una grande quota della quale era costituita da persone provenienti da città, borghi, paesi e villaggi del Piemonte e delle immediate vicinanze della Liguria. La struttura della migrazione coloniale dall’Occidente latino verso le colonie genovesi sul Mar Nero abbia subito una notevole trasformazione nel corso dei trentotto anni che separano il 1461 dal 1423, in particolare se si prende in considerazione la data cruciale del 1453. Nel 1423 gli italiani erano ancora la maggioranza; la quota dei piemontesi era rilevante (19%). Questa situazione cambiò drasticamente dopo 1453. La quota di piemontesi si ridusse dal 19% all’8%. Quindi, dovremmo parlare di internazionalizzazione della colonizzazione latina della Crimea e di una riduzione notevole della migrazione dal Piemonte negli anni 1453-1475.